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21 Ottobre 2026 home

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Stato di agitazione del personale dei servizi di supporto tecnico in appalto alla Asl dell’Aquila

L’Unione Sindacale di Base (USB) Lavoro Privato Abruzzo e Molise e USB Lavoro Privato L’Aquila/Teramo, con altre associazioni sindacali, ha proclamato lo stato di agitazione per tutto il personale dei servizi di supporto tecnico e amministrativo attualmente in appalto alla Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila. I lavoratori interessati sono dipendenti delle società RTI Biblos Società Cooperativa Universitaria, Vigilantes Group Srl e AZ Solution Sas.

La protesta nasce dall’ormai decennale mancata internalizzazione di questi lavoratori, che svolgono mansioni sanitarie, socio‑sanitarie, tecniche e amministrative essenziali per il funzionamento dei servizi, ma che restano esclusi dai ruoli della ASL a causa dei vincoli di bilancio imposti dalla Regione Abruzzo.

Nonostante i ripetuti solleciti dell’USB all’assessore alla Sanità regionale per l’apertura di un tavolo tecnico‑politico‑sindacale, la Regione non ha ancora dato seguito alla richiesta. L’internalizzazione, come più volte evidenziato dal sindacato, comporterebbe non solo un risparmio di risorse pubbliche, spostando la spesa dalla voce “beni e servizi” a quella “personale”, ma anche un significativo miglioramento della qualità dei servizi offerti ai pazienti.

L’USB sottolinea che l’attuale normativa consente alla Regione Abruzzo di chiedere al Ministero della Salute e al Ministero dell’Economia e delle Finanze l’innalzamento del tetto di spesa per il personale, a condizione che venga contestualmente dimostrata una riduzione delle spese per beni e servizi. Questo passaggio, però, non è mai stato attivato, lasciando i lavoratori in una condizione di precarietà e di ingiustificata disparità di trattamento.

Con la proclamazione dello stato di agitazione, l’USB attiva formalmente le procedure di raffreddamento e conciliazione ai sensi della Legge 146/1990 e successive modifiche, e chiede al Prefetto di convocare con urgenza il tentativo obbligatorio di conciliazione, alla presenza di tutte le organizzazioni sindacali, dell’assessore regionale alla Salute, del Dipartimento Sanità e dei vertici della ASL 1.

“Solo un confronto a livello politico‑istituzionale – si legge in una nota dell’Usb – potrà sbloccare la situazione, rimuovendo gli ostacoli burocratici che impediscono l’internalizzazione e garantendo finalmente ai lavoratori la stabilità occupazionale e il riconoscimento del loro ruolo fondamentale nel sistema sanitario pubblico”.

L’USB resta in attesa di un riscontro concreto e si dichiara pronta a proseguire la mobilitazione fino al raggiungimento di soluzioni eque e definitive.

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