E’ passato un po’ di tempo dalla sconfitta al ballottaggio per l’elezione del sindaco di Chieti. Ma Cristiano Sicari non dimentica. L’avvocato teatino in una lunga nota – nelle more della polemica a distanza con il vice sindaco Paolo De Cesare – mena fendenti sugli alleati della coalizione di centrodestra che lo hanno sostenuto. Prima civico, poi in posa con la premier Giorgia Meloni per farsi “benedire” alla vigilia delle elezioni, ora battitore libero. “Secondo il vice sindaco (Paolo De Cesare, ndr), il centrodestra non fila e non funziona la filiera. Ha assolutamente ragione quando afferma che il centrodestra non fila, ma sbaglia quando sostiene che non funzioni la filiera. In effetti, nella vicenda in esame il centrodestra non fila. Se infatti l’indicazione della valente amica Maura Micomonaco quale componente del consiglio di amministrazione del Teatro Marrucino è passata attraverso la componente cittadina del partito di appartenenza, Forza Italia, e il segretario non ha condiviso la scelta con gli alleati di governo prima e di coalizione poi, il problema è evidente.
Se, viceversa, l’indicazione della candidata Micomonaco è stata frutto di un’iniziativa del competente assessore regionale alla Cultura (Roberto Santangelo di Forza Italia, ndr) direttamente con il Comune, senza alcuna interlocuzione con i quadri cittadini del partito, il problema non solo sarebbe evidente, ma altresì assai più grave” sostiene Sicari che poi aggiunge: “Del resto, a riprova del fatto che il centrodestra a Chieti non fili, vi è la circostanza che molti soggetti nominati dalla Regione di centrodestra in enti, istituzioni o funzioni di governo, nelle ultime elezioni comunali si siano candidati con il centrosinistra, magari proprio nelle liste del non candidato vice sindaco (Paolo De Cesare, ndr), ovvero abbiano frequentato, nel corso della campagna elettorale, il comitato civico del vice sindaco. Tutto lecito e legittimo, ma evidentemente già allora il centrodestra non filava”. E poi una precisazione: “Tuttavia, quale che sia stata la genesi della vicenda, la filiera istituzionale funziona e funziona benissimo, atteso che la nomina del componente del consiglio di amministrazione del Teatro Marrucino di spettanza regionale è atto di competenza del consiglio regionale. Per questo ci si augura che, nella competente sede e attraverso la filiera istituzionale, il nome dell’ottima Maura Micomonaco possa trovare tutte le convergenze tipiche delle attività collegiali”. Infine l’amara constatazione: “Dalla fine della legislatura a guida del sindaco emerito Umberto Di Primio, ogni tornata elettorale si è caratterizzata per una divisione della compagine del centrodestra, seguita da una sconfitta, seguita da una diaspora, fino alle soglie della successiva competizione elettorale.
Così facendo, credo che i due forni resteranno sempre aperti e chi è dotato di maggiore scaltrezza e di maggiore potere continuerà a fare incetta di pane da entrambi”. Ricapitolando: il civico Alessandro Carbone è diventato vannacciano dopo le elezioni, i tre della Lega procedono per conto proprio, i tre di Fratelli d’Italia idem. E Cristiano Sicari dopo un paio di mesi ha rimesso insieme i cocci e fatto le sue valutazioni.



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