Una corte spietata. Tanto assillante da risultare sospetta. E da insinuare dei dubbi nella donna tanto desiderata da quest’uomo che le prometteva amore eterno senza averla mai incontrata. E così la donna del Teramano – nel momento in cui è comparsa la richiesta di soldi – si è insospettita, ha avvertito le forze dell’ordine. Che hanno svolto le indagini consegnate poi al magistrato che ha chiesto e ottenuto il processo per D. A. Lo ha anche fatto condannare dai giudici del tribunale di Teramo per truffa. D.A. è stato condannato a sei mesi e una multa oltre al risarcimento parte civile, ovvero della donna, di 2.500 euro. Sì, perché le indagini hanno scoperto che non era vero amore, ma un tentativo di truffa. Lui – con un altro nome, ovviamente – si era spacciato come ristoratore di Villa Vomano, parlava di matrimonio e di figli. In realtà, voleva spillarle dei soldi. Ma la donna ha capito tutto, non si è fatta lusingare. O quantomeno ci ha creduto fino a un certo punto. Fino a quando i soldi sono andati a “sporcare” un sentimento profondo come l’amore. Roba di qualche anno fa, nei giorni scorsi la condanna.
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