L’ha scampata un’altra volta. Si chiama resilienza l’arma segreta di Antonio Buscè. E di conseguenza del Pescara. Tutti pronti a fare il funerale (calcistico s’intende) dell’allenatore biancazzurro. Prima a Livorno e poi a Perugia. Altrettante vittorie. Al Picchi frutto di un episodio, al Curi, venerdì sera, convincente e meritata. Tutti pronti a immolare Buscè – attraverso l’esonero – sull’altare di una prima parte di stagione per nulla pari alle attese. E poi la lite con la stampa locale, il comunicato dell’Ussi e la diserzione dei cronisti alla conferenza stampa prepartita di giovedì. Con il gol di Carriero dopo 50 secondi il cerchio sembrava chiuso per chi ragiona con l’ottica tipica del mondo del calcio. Un capro espiatorio perfetto per la dirigenza capitanata dal presidente Daniele Sebastiani. Anche per il ds Foggia che ha compiuto errori – leggasi, ad esempio, centrocampo senza incontrista – nella costruzione della squadra. E nella gestione dell’area tecnica. L’esonero avrebbe potuto far gonfiare il petto a quella parte della stampa locale che ha voluto lo scontro frontale con Buscè, disertando la sua conferenza stampa. Poi, però, c’è il campo. E c’è una squadra che se avesse avesse voluto avrebbe potuto scaricare l’allenatore. E, invece, no. Una prestazione infarcita di gioco, personalità e carattere, molte di quelle qualità mancate finora. A scanso di equivoci, va rimarcato come Buscè abbia commesso degli errori in questo avvio di stagione e comunque non sia nuovo a polemiche con i giornalisti. E’ già accaduto a Cosenza e a Rimini. Non digerisce le critiche, la cosa più normale per chi crede nel lavoro che svolge. Antipatico, poco professionale o altro, chiamatelo come volete il comportamento del pre e del dopo Pescara-Ostiamare, ma terribilmente umano e vero.
La piazza
E i tifosi? Sui social – i famosi leoni da tastiera – hanno rimproverato (eufemismo) alla stampa locale di aver fatto la voce grossa contro Buscè dopo aver recitato (negli anni) la parte dell’agnellino nel rapporto con il presidente Daniele Sebastiani. Opinabile anche questa considerazione. Il successo di Perugia, oltre a rilanciare le quotazioni dei biancazzurri, consente alla società di recitare la parte di chi ha guardato e guarda tutti dall’alto in basso. Anche il braccio di ferro tra l’allenatore e la stampa locale. E ora? Si va avanti con Buscè. Tutti con la coda tra le gambe, a partire dallo stesso tecnico che comunque se la gode dopo aver visto l’esonero in faccia. Alla prossima polemica. Ovvero al prossimo passo falso del Pescara o del tecnico. Da queste parti non ci si annoia mai, anche quando la lotta al vertice è un obiettivo non centrato già a settembre. (r.c.)



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