La giornata dello sciopero generale di oggi ha visto complessivamente la partecipazione di oltre un milione e mezzo di persone in tutte le oltre cinquanta piazze italiane convocate da USB e, anche in Abruzzo e Molise, segna una importante tappa verso le rivendicazioni espresse nella piattaforma sindacale alla base della protesta.

Tutto questo in concomitanza con la protesta internazionale che ha coinvolto 113 porti nei cinque continenti contro il traffico di armi e l’economia di guerra, ribadendo che i lavoratori non sono disposti a lavorare per le guerre.
A Pescara, Campobasso e Termoli, i cortei hanno visto una significativa partecipazione di migliaia di lavoratori, studenti e cittadini. A Campobasso il corteo indetto dall’USB ha preso il via da piazza San Francesco per dirigersi verso la Prefettura, mentre a Termoli studenti e docenti hanno animato il corteo da piazza Donatori di Sangue.

A Pescara manifestazione, alcuni delegati di USB hanno consegnato una lettera al Prefetto, in seguito la manifestazione, con oltre duemila partecipanti, è partita alle 10 da Piazza Italia, per concludersi al parco dell’ex caserma Di Cocco. Il corteo ha attraversato corso Vittorio Emanuele con una sosta davanti alla sede della Regione Abruzzo in piazza Unione, per poi proseguire lungo viale Marconi e in seguito in Viale Pindaro.
All’iniziativa hanno aderito numerose realtà del territorio e moltissimi studenti, insieme a lavoratori italiani e stranieri, a testimonianza di una partecipazione attiva e trasversale.
Le richieste
Le rivendicazioni del sindacato sono chiare:
– SALARI PIÙ ALTI: Aumenti veri in busta paga e rinnovi dei contratti che recuperino potere d’acquisto.
– RIPRISTINARE LA SCALA MOBILE: Se aumentano i prezzi, devono aumentare salari e pensioni.
– BLOCCARE I PREZZI DEI BENI ESSENZIALI: Intervenire subito su alimentari, energia, bollette, carburanti e affitti.
– RIDURRE L’IVA SUI BENI DI PRIMA NECESSITÀ: La spesa quotidiana non può diventare un lusso.
– FERMARE LA SPECULAZIONE: Tassare extraprofitti e grandi rendite. Il costo della crisi non può essere scaricato sui lavoratori.
– NO AL RIARMO E ALL’ECONOMIA DI GUERRA: Le risorse pubbliche devono andare a salari, pensioni, sanità, scuola, casa e servizi pubblici, non alle armi.
– DIFENDERE LAVORO E INDUSTRIA: Basta chiusure, licenziamenti e delocalizzazioni pagate con soldi pubblici. Difendiamo occupazione, produzioni e futuro industriale del Paese.
Gli interventi che si sono susseguiti nelle manifestazioni hanno in special modo evidenziato le problematiche della scuola, della sanità e dei servizi pubblici, sulla precarietà e il progressivo impoverimento di sempre maggiori fasce di cittadini.
Anche in Molise, analoghe rivendicazioni sono state espresse durante il corteo e al termine di esso. Occorre ribadire che, nonostante la precettazione del settore trasporti, l’USB ha deciso di disobbedire e i cittadini hanno capito e appoggiato la decisione partecipando in massa.



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