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Un'immagine di allagamento all'interno dell'ospedale di Chieti

A Chieti riaprono le scuole. Ricognizione su strade ed edifici per le urgenze. Il sindaco Legnini: “Bisogna elaborare uno studio idraulico”

La situazione meteorologica è in netto miglioramento e la città si sta riprendendo dopo l’ondata di maltempo che nella giornata di lunedì 2 novembre ha fatto registrare violente e concentrate precipitazioni su tutto il territorio comunale.

A seguito dei sopralluoghi tecnici nei plessi scolastici, la situazione consente la ripresa delle lezioni per domani, mercoledì 4 novembre. Eseguiti i sopralluoghi per consentire verifiche puntuali su infiltrazioni e stato delle coperture. Nei casi più critici si interverrà con le somme urgenze e con il contratto già in essere sulle manutenzioni, partito all’inizio di ottobre.

Il Centro Operativo Comunale (COC), riunito più volte nel corso delle ultime ventiquattr’ore, ha coordinato gli interventi sul territorio, mobilitando la Polizia Locale, gli uffici tecnici comunali e i volontari della Protezione Civile. Le maggiori criticità si sono concentrate ora sui sottopassi di via Vomano e Fosso Calabrese, i canali di scolo, le strade soprattutto nelle zone di Madonna del Freddo, la rotonda Anas a Brecciarola, via Isonzo e Tricalle, dove saranno necessari interventi in somma urgenza per il ripristino e la sicurezza del manto stradale. Nessun problema sugli edifici pubblici.

Parallelamente al ripristino delle condizioni di sicurezza, l’amministrazione comunale ha avviato un monitoraggio dei tombini e caditoie che ieri non hanno resistito alla grande violenza delle piogge.

“Nella giornata di ieri sono caduti oltre 100 mm di pioggia in un giorno. E, parliamo di circa il 14 per cento della pioggia che cade in un anno, che negli ultimi dieci anni in media è stata di 735 mm – spiega il sindaco Giovanni Legnini – . La crisi climatica ci pone di fronte a bombe d’acqua e concentrazioni pluviometriche eccezionali. Dobbiamo purtroppo abituarci, ma ciò a cui non dobbiamo e non possiamo rassegnarci sono le conseguenze di questi eventi.

La risposta operativa della nostra struttura comunale, della Polizia Locale e dei volontari di Protezione Civile è stata pronta ed efficace, consentendoci di riaprire regolarmente le scuole già da domani e di definire gli interventi immediati di somma urgenza su edifici e viabilità. Spesso i cittadini ci segnalano tombini e caditoie ostruiti, ma il tema reale è che la nostra rete idraulica e infrastrutturale non è dimensionalmente adeguata a sostenere volumi d’acqua così imponenti e concentrati in lassi di tempo brevissimi. Chieti vive una fragilità duplice e nota a tutti. Il dissesto idrogeologico minaccia la collina e il centro storico. I valloni e la vulnerabilità di Chieti Scalo, esposta a frequenti allagamenti per il sottodimensionamento del reticolo di deflusso. Occorre quindi una strategia di adattamento delle infrastrutture esistenti agli effetti dei cambiamenti climatici. Per questo ho già sentito Aca perché è necessario un approfondito studio idraulico su tutte le infrastrutture cittadine e un monitoraggio sullo stato di canali di raccolta, caditoie e rete idrica.

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