Botta e risposta. Martedì il video dell’ex sindaco Umberto Di Primio che accusa Diego Ferrara e mercoledì il sindaco replica. Oggetto di discussione il dissesto finanziario del Comune di Chieti, tema molto dibattuto in campagna elettorale, specialmente alla vigilia del ballottaggio di domenica e lunedì tra Sicari e Legnini. “Le uscite social dell’ex sindaco colpiscono sempre per la stessa, sistematica volontà di riscrivere la storia della città e delle proprie responsabilità. A differenza di chi oggi interviene a distanza di anni con ricostruzioni tardive e fantasiose, io ho affrontato fin dall’inizio del mio mandato e nelle sedi opportune, la drammaticità della situazione finanziaria dell’Ente ereditata, prima tentando un doveroso piano di risanamento e poi cercando di limitare i danni di un dissesto pesantissimo, certificato dalla Corte dei conti, la stessa che mi ha assolto due volte dalla responsabilità di averlo provocato, condannando invece il mio predecessore, come responsabile del dissesto insieme a parte della sua giunta”, scrive il sindaco Diego Ferrara.
“La città conosce bene il punto di partenza da cui la mia amministrazione ha dovuto muovere passi difficilissimi: un quadro economico gravato da un disavanzo imponente, da noi non provocato, a dirlo non sono io, ma le sentenze degli organismi competenti – sottolinea – . Quanto al resto, è singolare che dopo 15 anni di silenzio scelga di intervenire pubblicamente solo alla fine di una campagna elettorale a cui non ha potuto prendere parte, per dire “la verità” su una situazione che non ha sentito il bisogno di chiarire con la Città quando era sindaco, sebbene fosse di somma importanza. Un ultimo colpo di teatro con la speranza di riuscire a mentire ancora una comunità che invece ha capito benissimo la situazione e che mette in discussione la capacità di analisi anche dei giudici contabili, che hanno già definito i rispettivi perimetri di responsabilità e lo hanno interdetto da pubblici uffici che, peraltro, ci risulta occupi ancora”.
L’ultima stoccata è per Marco Marsilio su frana di Santa Maria: “Gentile Presidente,
Egregio Commissario, se prima di sollecitare il Comune avesse controllato meglio le comunicazioni in arrivo nella Sua posta elettronica, avrebbe scoperto che la lettera circa l’intesa sulla proposta di ordinanza, che oggi a mezzo stampa Lei ci reclama, risultava già nella sua disponibilità dal 27 maggio scorso. Ci spiace per l’equivoco in cui è incorso: quando si sceglie di fare propaganda in nome dei diritti delle persone, occorre sempre una certa prudenza: la realtà ha il brutto vizio di arrivare puntuale e, talvolta, di smentire la narrazione”.



Altre Notizie
Il giorno della prova d’italiano dell’esame di stato: sono 10.629 gli studenti abruzzesi tra i banchi di scuola
Lascia anche Bankowski, nel Pescara calcio è rimasto solo Sebastiani del gruppo che rilevò il club dal fallimento nel 2009
A Chieti centrodestra a tre voci per contrastare e stimolare l’operato del sindaco Legnini