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Aceto il più votato a Chieti: io, Kennedy, Colantonio e il centrodestra. Quanti rimpianti!

Liberato Aceto

Aceto il più votato a Chieti: io, Kennedy, Colantonio e il centrodestra. Quanti rimpianti!

E’ come avere una macchina di lusso parcheggiata in garage. Non utilizzabile per il governo della città. Il più votato alle ultime elezioni comunali di Chieti, ma destinato ai banchi della minoranza. Unica consolazione: presiedere il primo consiglio comunale in quanto consigliere anziano, ovvero colui il quale ha ottenuto il maggior numero di preferenze: 612. E’ il caso di Liberato Aceto, consigliere comunale eletto nella lista della Lega. Dal 1993 è in consiglio comunale. Negli anni 50 c’era il nonno, Liberato Aceto, amico di Spataro. Poi, lo zio. E infine lui che, dal 1993, si appresta a vivere l’ottava consiliatura di fila. E’ sposato con la signora Antonella e padre di Luigi e Alessia.  Una dinastia al Comune di Chieti, quella degli Aceto.

Liberato Aceto, come si fa a prendere 612 voti a Chieti in una coalizione che ottenuto il 16% al primo turno? Dando tanta disponibilità, 365 giorni all’anno. Rispondendo al telefono a pazienti e amici, sempre. In estrema sintesi, mettendosi al servizio degli altri. Quello che deve fare un amministratore pubblico.  

La professione medica ha inciso? Lo dice mia moglie: “Ti votano perché sei medico”. E io rispondo che ci sono altri medici che si candidano e prendono 50-60 voti. Una differenza ci dev’essere o no? E mia moglie sostiene che a differenza degli altri io sono sempre disponibile. Probabilmente ha ragione”.

A chi si ispira come politico? Sono sempre stato un ammiratore di John Kennedy, so quasi tutto di lui.  In Italia Spataro, Aldo Moro e Remo Gaspari, che ha fatto la storia di questa regione. Se ne sono dimenticati troppo in fretta

Se Mario Colantonio fosse stato il candidato unico del centrodestra sin da gennaio? Io penso che avremmo vinto, magari anche al primo turno. Mario è competente, umile e generoso. Un valore aggiunto. Noi siamo un gruppo di persone, ci lega l’amicizia in primis e l’amore per la nostra città. Oltre a determinati ideali, ovviamente.

L’apporto di Carbone è stato quasi personale?  Non saprei rispondere. Dico solo che va sempre meno gente a votare perché non ha fiducia della classe politica. Non ha fiducia nemmeno del sottoscritto, nonostante io mi impegno per fare il contrario. Gli attacchi personali non servono, non aiutano la politica. Ne ho ricevuti tanti negli ultimi tempi. Bisogna guardare il bene della comunità, deve essere l’imperativo: sanità, decoro urbano, viabilità. Su questo bisogna confrontarsi. Magari da angolature diverse frutto di sensibilità diverse. Ma nel nostro caso l’obiettivo si chiama Chieti, il bene di Chieti.

Lega e Fratelli d’Italia faranno opposizione con due gruppi consiliari distinti? Noi sicuramente faremo opposizione. Ci confronteremo con gli altri su tutti gli argomenti. Con il gruppo con cui siamo andati al secondo turno. Vogliamo ricostruire il centrodestra unito a Chieti.

Chi ha fatto vincere Legnini? Un po’ ci ha messo del suo, ha delle qualità. Grandi qualità, per carità. Se ha ricoperto certi ruoli vuol dire che ha delle capacità. Ma noi ci abbiamo messo del nostro. Anche Sicari, ma il centrodestra unito doveva costruire la candidatura un anno fa. Non all’ultimo momento.

Come mai un democristiano come lei si ritrova nella lega dopo essere passato anche per il centrosinistra? Conosce Giorgetti? Il ministro? E’ un democristiano di Varese. Si è guardato attorno e ha scelto la Lega. Io anche mi sono guardato attorno. Certe strade non potevo prenderle per questione di principio. Avevo amicizia con delle persone che mi hanno indirizzato verso la Lega.

Quanto ha inciso Marsilio sul voto di Chieti? Il presidente della Regione ha una personalità forte, non si fa condizionare. Anche nella scelta del candidato ci ha messo del suo. Ma non mi sento di dire che è colpa sua se il centrodestra ha perso. Vorrei, però, che prendesse con più forza certe decisioni che riguardano la città.

Rimpianto? Ho dedicato alla politica meno tempo negli ultimi tempi, perché preso dal lavoro. Sono cresciute le responsabilità in ospedale. E non mi sono potuto tirare indietro.

Come si ricostruisce il centrodestra a Chieti? Con gli uomini attorno al tavolo e facendo tutti un passo indietro, mettendo da parte rancori, egoismi e personalismi. Non è facile, ma ci dobbiamo provare per il bene di Chieti.

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