Nulla di fatto a Vasto. L’udienza preliminare nei confronti di dieci imputati tra vertici aziendali e responsabili della sicurezza dello stabilimento ex Esplodenti Sabino di Casalbordino è slittata al 19 novembre prossimo. Era in programma la prima tappa del processo per la strage sul lavoro in cui, nel settembre del 2023, morirono tre dipendenti, ma la seduta è stata rinviata a novembre a causa di difetti nelle notifiche agli indagati. Non ci saranno parti civili. Le vittime sono Fernando Di Nella, 50 anni di Lanciano, Gianluca De Santis, 40 anni di Palata, e Giulio Romano, 56 anni di Casalbordino. Proprio Romano era scampato alla tragedia avvenuta nello stesso stabilimento nel 2020, lo aveva salvato un improvviso cambio turno.
«Il risarcimento è stato effettuato all’interno della crisi negoziata, abbiamo offerto una piccola percentuale in meno perché la Esplodenti Sabino è stata rilevata da Arca. Questa ridurrà i processi di demilitarizzazione per renderli meno pericolosi», lo ha detto l’avvocato difensore degli ex vertici della Esplodenti Sabino, Arnaldo Tascione. «Abbiamo risarcito tutti i parenti delle vittime senza entrare nel merito delle responsabilità così come nel primo incidente, quando, poi, l’azienda è stata assolta». Circa un milione di euro per ogni famiglia.



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