I soprannomi dei paesi, le rivalità tra borghi e gli stornelli tramandati di generazione in generazione diventano il racconto di un Abruzzo che sa ridere di sé e dei propri vicini. Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 19, Daniela D’Alimonte presenta Sta bbone Rocche, sta bbone tutte la Rocche! Blasoni popolari, detti e sfottò abruzzesi, pubblicato da Ianieri Edizioni nella collana “Comete. Scie d’Abruzzo” diretta da Peppe Millanta.
L’incontro si terrà in piazza G.B. Vico a Chieti, nell’ambito della decima edizione del Festival Autori in Piazza. Con l’autrice interverrà Claudio Amicantonio.
Il volume propone una prima ampia ricognizione sistematica dei blasoni popolari dei comuni abruzzesi. Attraverso fonti ottocentesche e novecentesche, testimonianze dirette, ricerca sul territorio e materiali contemporanei, D’Alimonte raccoglie motti, epiteti, filastrocche e stornelli che custodiscono memorie del lavoro, della povertà, del clima e delle migrazioni.
Ne emerge una geografia parlata, popolata da carbonai e ceramisti, mangiatori di patate e fabbricatori di fusi, piccoli borghi presi in giro per il freddo o l’isolamento e comunità fiere della propria bellezza e tenacia. Tra ironia e orgoglio d’appartenenza, gli sfottò si rivelano un archivio linguistico e antropologico ancora vivo.
SINOSSI
Sta bbone Rocche, sta bbone tutte la Rocche! raccoglie e interpreta un patrimonio orale tanto irriverente quanto prezioso: i blasoni popolari dell’Abruzzo. Motti, epiteti, filastrocche e stornelli hanno attraversato generazioni, dando voce alle rivalità tra paesi, alla fierezza municipale, alle memorie del lavoro, della povertà, del clima e delle migrazioni.
Daniela D’Alimonte realizza la prima ampia ricognizione sistematica dedicata ai comuni abruzzesi, unendo fonti ottocentesche e novecentesche, testimonianze dirette, ricerca sul territorio e materiali contemporanei. Ne emerge una geografia parlata: paesi di carbonai e ceramisti, mangiatori di patate e fabbricatori di fusi, borghi derisi per il freddo, l’isolamento o le minuscole dimensioni, ma anche celebrati per bellezza, ingegno e tenacia. Tra ironia feroce e orgoglio d’appartenenza, il blasone popolare si rivela un archivio linguistico e antropologico vivo. Un libro per comprendere come l’Abruzzo abbia raccontato sé stesso, spesso ridendo degli altri.
AUTRICE
Daniela D’Alimonte è dirigente scolastica e giornalista pubblicista. Cultrice di Dialettologia e linguistica italiana e di Linguistica e linguaggi settoriali presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, studia la storia della lingua italiana e dei dialetti. È autrice di numerosi volumi e saggi di linguistica, dedicati in particolare alla parlata abruzzese e alla toponomastica. Nella stessa collana ha pubblicato Parole d’Abruzzo e ha curato Proverbi d’Abruzzo di Tommaso Bruni.



Altre Notizie
A Penne consegnati gli attestati di guida sicura a Polizia Locale e Protezione Civile
Natale ortonese 2026, pubblicato l’avviso per la presentazione di proposte ed eventi
Alla Asl di Teramo Rossella Di Marzio direttore amministrativo fino al 31 dicembre