Colpo di scena, ma non troppo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scaricato il leader ucraino Volodymyr Zelensky, «colpevole» di aver criticato l’accordo sul diesel raggiunto tra Trump stesso e Vladimir Putin. Un attacco arrivato dopo che lo stesso Trump si è accordato con Putin per la fornitura di petrolio russo.
Trump ha criticato la strategia di Kiev, che sta colpendo le raffinerie per impedire a Mosca di guadagnare con l’export di greggio i fondi necessari per continuare l’invasione dell’Ucraina. «Zelensky faccia quello che vuole, ma non colpisca le raffinerie russe. Farebbe meglio a piantarla», ha detto.
Poi ha affermato che Zelensky «avrebbe potuto mettere fine alla guerra più volte», e ha affermato che è arrivato il momento che l’Ucraina si doti di un nuovo presidente per raggiungere un accordo con Mosca. «Suggerisco che si dotino di un nuovo leader in grado di raggiungere un accordo. Per qualche motivo (Zelensky ndr.) non lo fa mai».
Mosca continua a sostenere di volere l’intero territorio ucraino del Donbass, e che «i suoi obiettivi» non sono cambiati rispetto a quando, 4 anni fa, ha lanciato la sua guerra di invasione dell’Ucraina.
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