Mercoledì 4 novembre, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, di cui quest’anno ricorre il 108° anniversario, l’Italia ricorda l’Armistizio di Villa Giusti, entrato in vigore il 4 novembre 1918, che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste e portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale. In quella stessa data terminava la Prima Guerra Mondiale e, per onorare i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria il 4 novembre 1921, ebbe luogo la tumulazione del “Milite Ignoto”, nel Sacello dell’Altare della Patria a Roma.
A Pescara si svolgerà una solenne cerimonia celebrativa presieduta dal Prefetto, Luigi Carnevale, alla presenza delle massime autorità civili, religiose e militari, dei rappresentanti delle associazioni Combattentistiche e d’Arma e della cittadinanza, che prenderà il via alle ore 10, in piazza Giuseppe Garibaldi.
La celebrazione avrà inizio con lo schieramento del Reparto d’onore, il rito dell’alzabandiera e l’esecuzione dell’inno nazionale. Dopo la benedizione della corona di alloro, da parte dell’Arcivescovo Metropolita di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, e la successiva resa degli Onori ai Caduti Militari e Civili di tutte le Guerre con la deposizione della corona innanzi al Monumento ai Caduti, sarà data lettura dei messaggi istituzionali, a cui seguiranno gli interventi del sindaco della città di Pescara, Carlo Masci, e del prefetto, Luigi Carnevale. La cerimonia si concluderà con la “Preghiera per i Caduti”.
Le scuole cittadine saranno rappresentate da un’ampia delegazione studentesca delle seguenti Istituzioni Scolastiche di questa provincia: il Liceo Statale Guglielmo Marconi, il Liceo Scientifico Galileo Galilei, l’Istituto Tecnico Statale Aterno-Manthonè e l’Istituto di Istruzione Superiore Filippo De Cecco.
La cerimonia sarà accompagnata da brani musicali eseguiti dall’Orchestra di Fiati del Conservatorio di Musica Luisa d’Annunzio di Pescara, diretta dal maestro Marcello Martella.




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