Tre giorni di pioggia abbondanti hanno messo l’Abruzzo in ginocchio. I danni maggiori vengono segnalati sulla zona costiera della regione, in particolare nel Chietino, dove si sono avuti crolli, frane, allagamenti e danni all’agricoltura. I danni maggiori sono riscontrabili nel settore turistico e nel settore dell’agricoltura oltre naturalmente che sulle infrastrutture pubbliche e private. Milioni e milioni di euro di danni. Nemmeno quantificabili al momento.
I cittadini e gli imprenditori devono segnalare ai Comuni, entro trenta giorni dagli eventi calamitosi, i danni subiti, anche attraverso documentazione fotografica e i comuni devono successivamente chiedere alla Regione di attivarsi per chiedere al governo centrale il riconoscimento dello stato di calamità naturale dopo aver fatto la necessaria ricognizione dei danni causati dal maltempo. Successivamente il governo provvederà a deliberare il riconoscimento dopo aver esaminato il fascicolo e dopo aver fatto una valutazione dei danni.
Il governo nel riconoscere lo stato di calamità naturale chiesto dalla regione, quasi sempre, con lo stesso atto, provvede anche allo stanziamento dei fondi necessari per partecipare alle spese necessarie per ripristinare le infrastrutture danneggiate e per venire incontro anche ai privati che hanno subito danni.
Siamo certi che i sindaci e il presidente della Regione Marsilio si stanno già attivando per dare una risposta alla popolazione abruzzese brutalmente colpita dagli eventi calamitosi di questi giorni.



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