Non è più un sospetto. Il centrodestra è spaccato. Si presenta diviso all’appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio alle amministrative di Chieti e Avezzano. Dopo che la stessa cosa era accaduta anche ad Ortona, l’anno scorso, ad esempio. La Lega è recalcitrante, non ci sta alla disciplina di coalizione. E nell’ultima settimana di campagna elettorale sta forzando la mano. Chiaramente le elezioni comunali sono condizionati da fattori locali. A volte anche da ripicche personali. Ma, eventualmente si dovesse andare al secondo turno, che cosa faranno le forze del centrodestra? In particolare, la Lega di Salvini tornerà all’ovile oppure farà altre scelte? Ci sono due episodi che fanno riflettere. Ad Avezzano il vice presidente della giunta regionale Emanuele Imprudente ha detto: “Qui, il centrodestra siamo noi”. Con buona pace dell’altro candidato Cesareo, appoggiato da Fratelli d’Italia e Forza Italia, tra gli altri. E a Chieti la Lega nell’annunciare il comizio di Mario Colantonio la Lega parla di “candidato del centrodestra”. Anche qui con buona pace del candidato di Fratelli d’Italia e Forza Italia, l’avvocato Cristiano Sicari. Solo schermaglie verbali? Difficile immaginare che Colantonio possa prendere voti nel bacino di sinistra. Pressoché impossibile. Quell’accreditarsi come candidato del centrodestra significa acuire le distanze? Indicare al popolo : “io sono più centrodestra dell’altro?”. Già, perché nessuno dimentica quel che è accaduto nel 2021, quando gli ex amici di An, Mauro Febbo e Fabrizio Di Stefano, si sono divisi. Di Stefano della Lega candidato sindaco del centrodestra con Febbo che sosteneva un’altra coalizione, in cui c’era Forza Chieti anziché Forza Italia capeggiata da Bruno Di Iorio che ha fallito l’approdo al ballottaggio. Il risultato? Ha vinto Diego Ferrara del Pd. A distanza di cinque anni le parti si sono rovesciate. Febbo con Sicari, seppur defilato; e Di Stefano con Colantonio. Ma chi è il centrodestra? Campagna elettorale pregna di veleni e tensioni ad Avezzano, laddove i leghisti vengono tacciati anche di essere traditori del centrodestra. L’aquilano Emanuele Imprudente è il vice del presidente Marsilio alla Regione e ad Avezzano va contro Quaglieri, collega di giunta, e Verrecchia, capogruppo alla Regione di Fratelli d’Italia. A Chieti è pressoché certo che si vada al ballottaggio. E uno dei due dovrebbe essere il candidato del centrosinistra Legnini? Se al secondo turno andrà Sicari sarà sostenuto da Colantonio. E viceversa? Soprattutto, a quale prezzo? Arriverà Marsilio a mettere d’accordo i vari litiganti? Avrà argomenti validi, ovvero poltrone, per quietare le acque? Altro interrogativo. Marciare divisi per colpire un unico bersaglio – ad Avezzano Di Pangrazio e a Chieti Legnini – sarà una strategia appagagnte per il popolo del centrodestra?
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