Il Medioevo come spazio da attraversare, più che da ricostruire. Non un tempo lontano e immobile, ma un archivio ancora vivo di parole, simboli, paure, memoria e immaginazione. Nasce da questa idea “Fra letteratura e Medioevo”, la nuova iniziativa del FLA – Festival di Libri e Altrecose in programma sabato 30 e domenica 31 maggio a Castiglione a Casauria. Due giornate di incontri, laboratori, lectio e spettacoli itineranti che coinvolgeranno l’Abbazia di San Clemente a Casauria, Palazzo De Petris e il borgo storico del paese. Tutti gli appuntamenti saranno gratuiti, ad eccezione del workshop di scrittura guidato da Antonio Pascale. Quella di Castiglione a Casauria sarà anche la prima tappa di “FLA nei Borghi”, un nuovo progetto con cui il festival proverà a portare libri, storie e incontri dentro i paesi dell’Abruzzo, facendo dialogare la cultura con i luoghi che la ospitano.
Il programma si aprirà sabato 30 maggio alle 17 con Remo Rapino e il talk dedicato a “La scortanza”, il nuovo romanzo dello scrittore abruzzese Premio Campiello 2020, in collaborazione con Qui 365 Festival, il progetto culturale realizzato dal FLA insieme alla Fondazione Pescarabruzzo per portare libri, autrici e autori durante tutto l’anno in diversi luoghi dell’Abruzzo. In conversazione con Vincenzo d’Aquino, Rapino porterà al centro dell’incontro il personaggio di Rosinello Capobianco e il mondo degli “sfasulati”: figure marginali, fragili e ostinate che attraversano le sue pagine tra oralità, malinconia e memoria popolare. Un racconto fatto di vite apparentemente minime, desideri irregolari e ricordi capaci di diventare una forma di resistenza contro l’oblio.
Alle 18,30 spazio ad Antonio Pascale con la lectio “Cose umane. La storia dei nostri conflitti, con la terra, l’energia e l’amore, dall’inizio ad oggi, passando per il Medioevo”. Pascale proporrà una riflessione sul passaggio da un mondo ancora vicino alla dimensione medievale alla contemporaneità segnata da velocità, consumo e trasformazioni continue. Terra, energia, amore e desiderio diventano i punti cardinali di un monologo ironico e insieme profondamente contemporaneo.
La giornata di domenica 31 maggio inizierà alle 11:00 con il laboratorio “Scriptorium”, dedicato a bambine e bambini dai 9 ai 12 anni. Un percorso sulla scrittura medievale, i codici miniati e la calligrafia per scoprire il valore lento e materiale delle parole scritte a mano.
Sempre alle 11:00 verrà presentata “Due rapporti opposti”, opera dello scultore Luigi d’Alimonte realizzata in pietra paglierina della Maiella e spago. Un lavoro costruito sul dialogo tra leggerezza e tensione, destinato a diventare simbolicamente parte del patrimonio del paese.
Uno degli incontri centrali della rassegna sarà il dialogo tra Donatella Di Pietrantonio e Jana Karšaiová, previsto domenica alle 11,30 all’Abbazia di San Clemente. Al centro dell’incontro il romanzo “Io non parlo russo”, in cui Karšaiová racconta il ritorno di una donna nella Slovacchia contemporanea, tra tensioni identitarie, memoria familiare e nuove forme di nazionalismo. Una storia che attraversa lingua, appartenenza, migrazione e trasformazioni politiche dell’Europa contemporanea.
Sarà anche l’incontro tra due scrittrici che, pur partendo da esperienze e geografie molto diverse, condividono uno sguardo simile sulle relazioni umane e sulle fragilità private attraversate dalla storia collettiva. Nei loro libri le famiglie diventano spesso il luogo in cui si riflettono cambiamenti politici, silenzi, paure e identità in trasformazione. Un confronto tra due voci tra le più significative della narrativa contemporanea europea, capaci di raccontare il presente senza rinunciare alla complessità emotiva delle persone.
Nel pomeriggio Antonio Pascale guiderà il workshop “Trovare la voce. Un corso (medievale) base per ogni scrittura (e ogni scrittore)”, in programma dalle 15:00 alle 19:00 a Palazzo De Petris. Un laboratorio pratico dedicato alla lettura e alla costruzione della propria voce narrativa attraverso testi, esercizi e confronto diretto. Il workshop è riservato a un massimo di 20 partecipanti.
A seguire gli appuntamenti con “Ars Heraldica”, laboratorio creativo dedicato agli stemmi medievali, l’incontro di Nunzio Mezzanotte su Angelo da Furci, il talk “Il tempo della cura” con Manuela Toto ed Emanuele Dragone e la lectio dello storico Enzo Fimiani “Una bella Storia”, dedicata alle rappresentazioni contemporanee del Medioevo.
La chiusura della manifestazione sarà affidata domenica alle 18,30 allo spettacolo itinerante “Evo in fabula” de I Guardiani dell’Oca. Giullari, musica, racconti popolari e personaggi in movimento attraverseranno le strade del borgo trasformandole in una scena aperta. Un finale pensato per riportare il Medioevo dentro una dimensione popolare, teatrale e condivisa, fatta di incontri, attraversamenti e storie raccontate camminando.



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