Finisce in parlamento la vicenda della Asl di Chieti che prima assume e poi revoca i contratti di lavoro. Una vicenda che ha dell’incredibile e che ha provocato l’indignazioni di partiti politici di minoranza in Regione e di sindacati. Questa volta Daniela Torto, onorevole del M5S, ha deciso di firmare un’interrogazione per chiedere lumi, anche se la Asl di Chieti ha scaricato su quella di Pescara. E tutto è finito sotto silenzio. “Ventotto lavoratori assunti. Poi, da un giorno all’altro, licenziati per un errore burocratico. C’è chi ha lasciato un altro lavoro, chi ha rinunciato ad altre opportunità. È inaccettabile che siano sempre i cittadini a pagare il prezzo dell’incapacità amministrativa. Insieme alla mia collega Marianna Ricciardi , abbiamo chiesto al Governo Meloni di fare subito chiarezza, accertare le responsabilità e garantire tutele e risarcimenti per chi è stato danneggiato”, ha detto la Torto. “I lavoratori non possono essere trattati come numeri!”.
La vicenda ha del paradossale. La Asl di Chieti chiede a quella di Pescara una graduatoria dalla attingere lavoratori. Bene, la Asl di Pescara – secondo quanto raccontato dal dg Mauro Palmieri – dà il benestare chiedendo di scorrere dalla posizione numero 600. Lavoratori chiamati, assunti e già al lavoro. Ma c’è un errore la graduatoria andava attinta dalla posizione numero 300. Quindi a casa i lavoratori che già stavano prestando servizio. Avanti gli altri. Questa la sintesi di una vicenda che fa sorridere ser di mezzo non ci fosse la vita delle persone. Il tutto senza troppo clamore mediatico.




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