Andrea Camplone sta meglio, è fuori pericolo di vita. E ha ricevuto la visita dei familiari e degli amici più intimi. Interagisce ed è consapevole di quello che gli è accaduto. E’ ancora in terapia intensiva all’ospedale di Pescara, ma nelle prossime ore potrebbe essere anche trasferito in reparto per proseguire le cure. Fermo restando che la convalescenza non sarà breve il peggio sembra passato. L’arresto cardiaco di una settimana fa non gli ha lasciato tracce dal punto di vista neurologico e d’ora in poi dovrà mantenere un regime di vita molto controllato per non sottoporre a sforzi inutili il cuore. Tirano un grosso sospiro di sollievo familiari e amici dopo l’arresto cardiaco di venerdì scorso quando si è accasciato a terra nel centro sportivo di Montesilvano dove stava giocando a padel. Il primo soccorso di un medico presente nell’impianto e poi la corsa in ospedale con il personale del 118. Momenti e ora di ansia e paura. Lui ha raccontato di ricordare fino a poco prima del malore. Quel che è accaduto dopo gliel’hanno spiegato, con dovizia di particolari, i familiari. Va rimarcato l’affetto di questi giorni verso il 60enne ex capitano del Pescara calcio, protagonista di due promozioni in serie A ai tempi della gestione Galeone. Messaggi e incoraggiamenti dalla sua città e dalle tante altre in cui ha giocato e allenato.
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