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Marinelli e Gileno del PD sull'economia abruzzese: "La situazione reale della regione è diversa da quella raccontata"

Daniele Marinelli del PD

Marinelli e Gileno del PD sull’economia abruzzese: “La situazione reale della regione è diversa da quella raccontata”

“Leggere il presidente Marsilio affermare che “c’è un bel pezzo di Abruzzo nella crescita dell’Italia” significa assistere all’ennesimo esercizio di propaganda scollato dalla realtà quotidiana dei cittadini e delle imprese abruzzesi”, è quanto dichiarano il segretario regionale del Partito Democratico Abruzzo, Daniele Marinelli e il segretario regionale dei Giovani Democratici, Saverio Gileno, commentando gli interventi del centrodestra sul quadro economico della regione.

“Andando a fondo nei numeri e guardando la vita reale delle persone — sottolinea Daniele Marinelli — non c’è traccia del quadro idilliaco dipinto dal Governo regionale. Come ha opportunamente ricordato l’ultimo rapporto Svimez, i soli dati macroeconomici di crescita non bastano: la Giunta Marsilio si limita a cercare disperatamente i segni “più”, ignorando colpevolmente i troppi segni “meno”, lo spopolamento e la fragilità di un lavoro sempre più precario e sottopagato. L’Abruzzo è una terra ricca di talenti, energia e risorse, sostenuta con sacrificio da un tessuto denso di micro e piccole imprese che rappresentano la vera spina dorsale dell’economia locale. Ma la politica ha il dovere di governare, non di prendersi meriti per la capacità di resistenza di lavoratori e imprenditori. Sul piano nazionale il quadro è sconfortante e l’approccio ormai palesemente elettorale di Meloni non basta a cancellare i fallimenti del Governo: il calo del potere d’acquisto dei salari, l’aumento della pressione fiscale, l’aumento incontrollato dei prezzi, a partire da energia e carburanti rappresentano il vero bilancio del Governo più longevo della storia della Repubblica. Di fronte a questo scenario, i governi nazionale e regionale si preoccupano delle leggi elettorali e costruiscono ogni giorno nuovi nemici e nuove armi di distrazione di massa per tentare di sviare l’attenzione. Ma gli italiani e gli abruzzesi, che stanno peggio di quattro anni fa, non si faranno prendere in giro”.

“Per le nuove generazioni il racconto della destra è semplicemente offensivo — incalza Saverio Gileno —. Dietro i proclami sulla crescita si nasconde la realtà di ogni giorno: ogni anno l’Abruzzo perde circa 1.500 giovani, in gran parte laureati formati nelle nostre Università, costretti ad andarsene perché qui trovano solo contratti saltuari, part-time involontario e retribuzioni da fame. Non possiamo accettare l’idea che l’unica prospettiva per un ragazzo abruzzese sia la valigia, senza occasione di ritorno perché il vero dramma è che l’Abruzzo non è più attrattivo per quelli che qui vorrebbero mettere a frutto le proprie esperienze e il proprio talento. Mancano visione e programmazione, specialmente nelle aree interne, dove mancano infrastrutture e servizi essenziali. Non servono gli eventi spot o le passerelle da campagna elettorale, servono politiche strutturali sul lavoro e sulla formazione per garantire la possibilità e il diritto di restare o tornare in Abruzzo, ridare dignità e speranza ai giovani”.

“Alla propaganda vuota della destra — concludono Marinelli e Gileno — contrapponiamo un autunno di mobilitazione e di proposte concrete dentro e fuori il Consiglio regionale: salario Minimo Regionale: introduzione di clausole negli appalti pubblici regionali per garantire paghe adeguate e contrastare il lavoro povero. Legge per il Diritto allo Studio: garantire borse di studio, alloggi e servizi a tutti gli studenti idonei, per fare dell’università un vero ascensore sociale. Piano di Politica Industriale e Sviluppo: una strategia condivisa per rilanciare la manifattura, sostenere le micro e piccole imprese e attrarre investimenti ad alta produttività. Piano di rilancio delle Aree Interne, anche con un piano straordinario di potenziamento dei servizi sanitari, dei trasporti e della connessione digitale per contrastare lo spopolamento e restituire opportunità”.

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